La comunicazione tra social e Al, a vincere è ancora il fattore umano

ROMA (ITALPRESS) – In occasione del Forum del Turismo del Tigullio, nella nuova puntata di Power Talks – Il potere della comunicazione, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, Jessica Nicolini ha riunito alcune figure istituzionali e del mondo dell’informazione per riflettere sul rapporto tra politica, media e trasformazione digitale.
Al centro del confronto – con gli interventi di Gaspare Borsellino, direttore responsabile dell’agenzia di stampa Italpress, Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, e Marco Bucci, presidente della Regione Liguria – il modo in cui cambia la comunicazione nell’era dei social e dell’intelligenza artificiale.
“Abbiamo realizzato un’edizione itinerante di Power Talks, due giorni di interviste dove, oltre al turismo, all’enogastronomia e all’economia della Liguria, abbiamo parlato anche di informazione e comunicazione”, ha spiegato Borsellino, sottolineando come il format abbia dato voce a presidenti di Regione, sindaci, imprenditori e manager, chiamati a confrontarsi anche sul modo in cui oggi si comunica
Per il viceministro Edoardo Rixi, i social sono ormai strumenti centrali anche nella comunicazione politica: “Mi piace ogni tanto leggere i commenti, soprattutto su alcune notizie, per capire un po’ la gente come le vede”. Ma il rapporto con la rete è anche segnato da rischi e distorsioni: “Ci sono tanti leoni da tastiera, tante persone che scrivono cose su Facebook che mai scriverebbero di persona“, per questo “è fondamentale che ci sia una identità riconoscibile oltre a un semplice nickname” perché “la comunicazione che non sia fittizia”.
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, per la comunicazione istituzionale, dice di utilizzare i social, “che sono sicuramente un mezzo molto utile per far arrivare i propri messaggi” ma i social devono essere usati “in modo non compulsivo”. Per la comunicazione personale, afferma, invece c’è WhatsApp: “ascolto i messaggi vocali ma a me non piace utilizzarli perché mi sembra che sia un po’ offensivo. Io preferisco parlare direttamente oppure scrivere messaggini”.
Ancora più netto Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, che indica nel corpo e nello sguardo il cuore della comunicazione pubblica. “lo sguardo, voi non ci crederete, è una delle cose più importanti”. Per Bucci il body language, soprattutto nel rapporto diretto con le persone, resta “il momento di comunicazione più efficace in assoluto”. “Uno sguardo, una parola di conforto, un modo per essere vicini all’interlocutore è una delle comunicazioni che rendono di più”, ha sottolineato. E i social? “Leggo tutti i commenti, li analizzo, faccio la conta di quelli positivi, la conta di quelli negativi”.
Dalla discussione emerge un filo comune: le tecnologie cambiano strumenti, tempi e linguaggi, ma la comunicazione più efficace resta quella capace di creare fiducia. Social, algoritmi, video e piattaforme possono amplificare i messaggi ma a renderli credibili sono ancora la presenza, lo sguardo, la competenza e la capacità di parlare alle persone senza perdere il senso della relazione.
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