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Cina, la Corte suprema si pronuncia sui deepfake dell’intelligenza artificiale

Settembre 7, 2026 · di admin · lettura 2 min

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un volto familiare durante una videochiamata potrebbe non essere chi sembra. L’intelligenza artificiale (IA) è ormai in grado di riprodurre volti e voci delle persone con un realismo sorprendente, creando nuove sfide per il diritto. Oggi la Corte suprema cinese ha pubblicato delle linee guida che stabiliscono in quali casi tali contenuti generati dall’IA possano comportare responsabilità legali.

Le linee guida, pubblicate dalla Corte suprema del popolo (SPC), affrontano una serie di controversie emergenti, tra cui deepfake generati dall’IA e clonazione vocale, discriminazione dei prezzi basata su algoritmi e false informazioni generate dall’IA.

Le linee guida chiariscono che non è consentito utilizzare l’IA per creare o diffondere, senza il loro consenso, repliche digitali riconoscibili di altre persone, compresi volti e voci clonati. Tale utilizzo può violare i diritti individuali, mentre l’impiego di volti o voci generati dall’IA per diffondere false affermazioni o danneggiare la reputazione di qualcuno può comportare anch’esso responsabilità legali.

Le regole arrivano in un momento in cui la creazione mediante IA di imitazioni di persone reali sta diventando sempre più semplice e tali contenuti sempre più difficili da distinguere da quelli autentici. Una manciata di fotografie o una breve registrazione vocale possono fornire materiale sufficiente per produrre una replica digitale convincente.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

admin

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