Orsini “Proposta a governo e parti sociali sul fisco, riallocare 20 miliardi a crescita, sanità e scuola”

Orsini “Proposta a governo e parti sociali sul fisco, riallocare 20 miliardi a crescita, sanità e scuola”

Orsini “Proposta a governo e parti sociali sul fisco, riallocare 20 miliardi a crescita, sanità e scuola”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia è quarta per pressione fiscale tra i paesi avanzati, ma esistono 575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile. Lanciamo una proposta al governo e alle parti sociali. Lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”. Lo ha detto Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, intervenendo all’assemblea annuale, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Non accettiamo la deindustrializzazione come un destino già scritto. Noi crediamo nell’Italia, dove restiamo e vogliamo restare a lavorare, produrre insieme ai nostri collaboratori. Sentiamo la responsabilità di tornare a crescere, rafforzare le nostre imprese e investire in ricerca e innovazione”, ha aggiunto Orsini.

“Oggi l’Italia e l’Europa devono essere davvero capaci di compiere scelte coraggiose, perché il momento della verità è arrivato. Ci sono scelte di politica industriale, energetica, di governance, di struttura della spesa pubblica, di relazioni industriali, da compiere subito, con misure rapidi ed efficaci”, ha spiegato.

“Le sfide che dobbiamo affrontare richiedono a tutti noi un senso di responsabilità comune, forte e condiviso. Una responsabilità che riguarda le istituzioni e le forze politiche, le associazioni d’impresa e i sindacati: l’intera società. Perché se in Italia e in Europa non saremo capaci di uno sforzo comune, perderemo la nostra industria, ovvero il 15 per cento del Pil e milioni di posti di lavoro”, ha sottolineato.

E sull’Europa: “Non chiediamo nuove emissioni di debito europeo per finanziare la spesa corrente degli Stati. Per la competitività europea servono 1.200 miliardi di euro l’anno. Questi non possono arrivare né dai limitati margini dei bilanci nazionali né dal bilancio comune. Gli attuali 280 miliardi l’anno, da dividere tra 27 Paesi, sono cifre che da sole non risolvono il problema. Il debito comune che chiediamo occorre per finanziare investimenti strategici: infrastrutture energetiche, nucleare, mobilità, reti digitali, intelligenza artificiale, ricerca, estrazione di minerali critici, scienze della vita e difesa. E solo così potremo affrontare la posizione dominante raggiunta dalla Cina”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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